Il Tempo liturgico di Pasqua, che si prolunga per cinquanta giorni, fino alla solennità di Pentecoste, si caratterizza per il canto “Regina caeli laetare, alleluia”, che viene eseguito al termine di ogni Messa feriale o festiva. Ormai lo cantano in latino tutte le domeniche anche i ragazzi. Con questo canto invitiamo la Madonna a rallegrarsi, perché Gesù, il Figlio che ha portato nel grembo, è risorto come aveva predetto.
Di certo Maria non ha bisogno del nostro invito per essere contenta e fare festa per la risurrezione di Gesù.
Quindi con questo canto di gioia, in cui si ripete più volte l’alleluia, altro elemento tipico del tempo pasquale, non intendiamo certamente sollecitare la Vergine Maria alla gioia, ma unire il nostro cuore, il nostro spirito al suo gaudio e rallegrarci insieme con lei per la salvezza che abbiamo ricevuto dalla morte e dalla risurrezione di Gesù.
Il canto si conclude con la richiesta a Maria di pregare Dio per noi. Ed è proprio quello che intendiamo fare nei giorni del Tempo pasquale, dal 3 al 10 maggio, quando avremo
la gioia grande di accogliere nella nostra chiesa la statua della Madonna pellegrina di Fatima, come già abbiamo fatto quattro anni fa, e vivere insieme i momenti di preghiera e le celebrazioni programmate.
Il messaggio che la Vergine Santa volle affidare a tre bambini innocenti di Fatima è sempre molto attuale, perché si riferisce alla nostra conversione e alla preghiera in
favore della pace. Ci uniremo a Maria, invocando la sua intercessione per questo nostro mondo che sembra non essere più capace, o non essere più interessato a trovare le vie della pace, del dialogo e dell’umana fratellanza. Chiederemo anche a Maria di vegliare sulla nostra comunità perché sappia rispondere alla chiamata di Dio
ad essere testimoni credibili di Gesù. La pregheremo per gli ammalati, per i bambini i ragazzi e i giovani perché possano sempre trovare in Gesù un amico e una guida sicuranel cammino della vita.
