Siamo solo a metà Quaresima, ma già il pensiero corre alla gioia della Pasqua, mèta del nostro cammino di conversione. Per vivere la prossima Pasqua nel contesto storico attuale, ritengo opportuno trascrivere una parte della lettera che il Custode di Terra Santa, fra Francesco Ielpo, ha inviato a tutte le comunità cristiane del mondo per ricordarci il gesto di carità del Venerdì Santo a favore della Terra Santa, chiamato “Colletta pro Terra Sancta”.
“Caro fratello, cara sorella che ami la Terra Santa, ogni anno, con l’avvicinarsi della Settimana Santa, il nostro sguardo e il nostro cuore tornano alla Terra in cui il Figlio di dio si è fatto uomo e ha amato fino alla fine, consegnando la sua vita per i suoi amici. E’ qui che il mistero pasquale ha preso forma nella storia ed è da questo evento di morte e di risurrezione che è nata la Chiesa, sostenuta dallo Spirito Santo e resa capace di attraversare persecuzioni, crisi e tribolazioni. E’ a questa sorgente pasquale che la Custodia di Terra Santa continua ad attingere senso e speranza per il proprio servizio, anche in tempi difficili come quelli che stiamo vivendo. Gli ultimi anni sono stati particolarmente gravosi per le comunità cristiane del Medio Oriente. La guerra ha portato morte, distruzione e paura, non solo a Gaza, ma anche in Cisgiordania, in Israele, in Libano e in Siria. Abbiamo appena concluso l’Anno Giubilare della Speranza e la speranza stessa appare ferita: a Betlemme, a Gerusalemme, nel Nord di Israele, così come nelle comunità cristiane del Libano e della Siria. La mancanza di sicurezza e di lavoro rende sempre più difficile sostenere le famiglie e, ancor più, immaginare un futuro per i giovani e per le nuove generazioni. Oggi più che mai è urgente ricostruire, non solo edifici e infrastrutture, ma anche relazioni, fiducia e speranza. Questo cammino passa necessariamente dall’educazione: dalle scuole, dai giovani, dalle famiglie, dai luoghi in cui può germogliare una cultura dell’incontro, del dialogo, della pace. Sostenere l’educazione significa investire nel futuro della Terra Santa e nel ruolo delle comunità cristiane come fermento di riconciliazione in una società segnata da divisioni e ferite profonde. Nel Venerdì Santo, mentre contempliamo il Crocifisso, vi chiediamo di non dimenticare la Terra Santa, di ricordare nella preghiera e nella carità concreta coloro che continuano a vivere e a testimoniare il Vangelo nei Luoghi della Redenzione. Aiutateci a donare speranza e seminare la pace!”
Sono certo che accoglierete l’invito a favore dei fratelli cristiani del Medio Oriente con la stessa generosità degli scorsi anni e farete del Venerdì Santo un giorno di memoria, di preghiera e di carità operosa per i cristiani che nei Luoghi Santi mantengono viva la presenza del Signore Gesù.
