Il mese di gennaio, che inaugura il nuovo anno, mette a fuoco tre temi di grande attualità e interesse per la società e per la Chiesa: la pace, la famiglia e l’educazione dei giovani.
Al tema della pace è dedicato il primo giorno del nuovo anno e tutto il mese di gennaio. Di pace ultimamente si parla poco, si sente più parlare di guerre, di armi, di incontri irrilevanti tra capi di governo. Il Santo Padre, invece, non si adegua al linguaggio dei potenti della terra, ma ogni volta che gli viene data l’opportunità, fa sentire la sua voce, che è quella di Cristo, e rivolge accorati appelli a favore della pace. Anche nel messaggio rivolto al mondo dalla Loggia delle Benedizioni, nel giorno di Natale, Leone XIV° così ha detto: “Sorelle e fratelli, ecco la via della pace: la responsabilità. Se ognuno di noi – a tutti i livelli – invece di accusare gli altri, riconoscesse prima di tutto le proprie mancanze e ne chiedesse perdono a Dio, e nello stesso tempo si mettesse nei panni di chi soffre, si facesse solidale con chi è più debole e oppresso, allora il mondo cambierebbe. Gesù Cristo è la nostra pace prima di tutto perchè ci libera dal peccato e poi perchè ci indica la via da seguire per superare i conflitti, tutti i conflitti da quelli interpersonali a quelli internazionali. Senza un cuore libero dal peccato, un cuore perdonato, non si può essere uomini e donne pacifici e costruttori di pace. Per questo Gesù è nato a Betlemme ed è morto sulla croce: per liberarci dal peccato. Lui è il Salvatore. Con la sua grazia possiamo e dobbiamo fare ognuno la propria parte per respingere l’odio, la violenza, la contrapposizione e praticare il dialogo, la pace, la riconciliazione”.
Nell’ultima domenica del mese di gennaio la nostra liturgia ambrosiana celebra la festa della Santa Famiglia di Gesù, Maria e Giuseppe. Sarà l’occasione per riflettere e pregare per le nostre famiglie. Ascoltiamo che cosa ha detto il Santo Padre durante la preghiera dell’Angelus domenica 28 dicembre: “Mentre guardiamo con stupore e gratitudine a questo mistero (la Santa Famiglia di Nazaret), pensiamo alle nostre famiglie e alla luce che pure da esse può venire alla società in cui viviamo. Il mondo purtroppo ha sempre i suoi “Erodi”, i suoi miti di successo ad ogni costo, di potere senza scrupoli, di benessere vuoto e superficiale, e spesso ne paga le conseguenze in solitudine, disperazione, divisioni e conflitti. Non lasciamo che questi miraggi soffochino la fiamma dell’amore nelle famiglie cristiane. Al contrario custodiamo in esse i valori del vangelo: la preghiera, la frequenza ai sacramenti – specialmente la Confessione e la Comunione – gli affetti sani, il dialogo sincero, la fedeltà, la concretezza semplice e bella delle parole e dei gesti buoni di ogni giorno. Ciò le renderà luce di speranza per gli ambienti in cui viviamo, scuola di amore e strumento di salvezza nelle mani di Dio”.
La nostra Diocesi dedica al tema dell’educazione i giorni che intercorrono tra la festa di S. Agnese (21gennaio) e la festa di S. Giovanni Bosco (31gennaio). Anche su questo argomento di vitale importanza per il futuro della società e del mondo, il Santo Padre nella Lettera Apostolica del 27 ottobre scorso, scrive: “La famiglia resta il primo luogo educativo... L’educazione non è solo trasmissione di contenuti, ma apprendistato di virtù: si formano cittadini capaci di servire e credenti capaci di testimoniare, uomini e donne più liberi, non più soli”... “L’educazione è un atto di speranza”. Dopo questa affermazione il Papa suggerisce alle famiglie e agli educatori tre priorità:” 1° VITA INTERIORE (educhiamo a profondità, silenzio, dialogo con la coscienza e con Dio); 2° DIGITALE UMANO ( educhiamo a un uso sapiente delle tecnologie e dell’Intelligenza Artificiale); 3° PACE DISARMATA E DISARMANTE (educhiamo ad usare linguaggi non violenti e a costruire ponti non muri)”.
Facciamo tesoro del magistero illuminato di Papa Leone XIV